martedì 20 ottobre 2015

Icone // Amanda Lear, il non convezionale e La Regina di China Town



La passione per il personaggio di Amanda Lear è qualcosa sortomi con l'età adulta (?).
Se da ragazzine il modello di bellezza femminile a cui ispirarsi è sempre molto lineare e forse anche banale, quando si diventa adulti (grazie al cielo) si matura una certa preferenza per l' inconsueto, spinti dal gusto per il bizzarro e l' inaspettato.
Amanda Lear è cosi': bizzarra, inconsueta e molto ganza.



E l'ultimo termine utilizzato non è sostituibile con nessun altro: è figa perchè è estroversa, esotica, artistica, trash a tratti, femminile fino al midollo, anticonformista, lolita, dominatrice e tanto altro che si nasconde dietro il latex in cui si rifugia.
E' un tripudio di nudo anni sessanta che vuole rompere le regole borghesi, è le paillettes anni settanta, il suo legame con David Bowie, con Brian Ferry, con Dali', con il mondo underground che, purtroppo, ci è lontano ma che tanto vorremmo raggiungere.




Amanda Lear è stata un po' tutto, attrice, showgirl, modella, icona pop ma anche e soprattutto cantante.



E se Follow Me, che comprare anche nella colonna sonora di Dallas Buyer Club, è bellissima e trashissima, Queen of China Town è quella che rispecchia la parte più brillantinata di me, che viene a galla solo se intorno è buio e la musica è fantachic.








 






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